Se ti ha incuriosito il precedente articolo sull’Ashtanga Yoga, allora prosegui la lettura per approfondire questo argomento infinito e ricco di fascino.

Gli otto passi dello Yoga sono un vera e propria guida per il/la praticante (Sadhaka), di cui Yama e Niyama sono i primi due “scalini”, che rappresentano l’etica e la base comportamentale per vivere in armonia con se stessi e con gli altri.

Non sono da considerarsi come dei dogmi o delle rigide regole, bensì come dei principi universali che possono aiutare ogni individuo ad agire con integrità e maggiore consapevolezza.

In questo articolo vedremo in dettaglio i cinque principi di Yama, l’etica esterna, ovvero quei consigli che possono aiutare a vivere in armonia con gli altri.

  1. Ahimsa, non violenza

È uno dei concetti più conosciuti dello Yoga e anche quello che racchiude in sé un potenziale immenso e potente.

Questa parola ricca di significati viene spesso tradotta con “non violenza”; per comprenderla meglio mi piace andare verso il suo significato più profondo, che potrebbe essere tradotto con “sii sempre innocente”.

Questo concetto ha delle implicazioni immense, difficili da esplicitare in poche righe. Allo stesso tempo ha un significato così diretto, non trovi?

Ogni volta che compi un’azione qualsiasi, dall’acquisto di un oggetto, alla preparazione del cibo, all’utilizzo dell’auto, a qualsiasi altra azione quotidiana, prova a domandarti: sto nuocendo a qualcuno con questa azione? A chi o a cosa sto recando danno? Sono davvero innocente?

Faccio un esempio pratico:

Sto per acquistare un capo d’abbigliamento che mi piace e mi pongo queste domande:

Mi serve davvero o lo acquisto solo per sfogare il mio stress accumulato? In questo caso forse mi sto comportando in modo “violento” nei confronti di me stessə, perché al posto di andare alla fonte del mio malessere, lo sto nascondendo con altro.

Chi ha prodotto questo capo? L’azienda lavora in modo etico nei confronti dei lavoratori e dell’ambiente? In questo caso sto agendo in modo violento nei confronti di altre persone e anche dell’ambiente.

Questa è solo una sintesi molto semplicistica che può darti uno spunto per iniziare ad analizzare con maggiore consapevolezza la tua vita.

Si potrebbe riassumere tutto con questa efficace affermazione

2. Satya, la verità benevola

Questo concetto è strettamente legato al primo, poiché la violenza spesso si genera anche dalle parole, non solo dai fatti.

Dire la verità e praticare la sincerità è fondamentale e non sempre semplice.

Qui si tratta non solo di essere onesti, ma di passare agli altri e a se stessi la propria verità con benevolenza, applicando i principi di Satya e Ahimsa contemporaneamente.

Esempio pratico:

Una persona si comporta nei miei confronti in modo che mi ferisce:

Se non mi oppongo e continuo a subire, non sono fedele a me stessə e allo stesso tempo sto praticando violenza nei miei confronti e in tutta probabilità finirò per parlare in futuro a questa persona in modo molto diretto e aggressivo, arrivatə all’esasperazione, oppure mi allontanerò senza spiegazioni.

Se invece cerco di instaurare un dialogo sincero e benevolo, potrò far capire il mio stato d’animo e trovare insieme una soluzione che faccia bene a me e a lei o lui contemporaneamente; in questo caso entrami avremo imparato qualcosa.

3. Asteya, astensione dall’appropriamento indebito

Forse può sembrare facile questo concetto, se lo si applica alla sfera materiale: non rubare ciò che non è mio!

Diventa un po’ più profondo se applicato alla sfera dell’affetto, del tempo, delle idee.

Quanto volte ti è capitato di “rubare” del tempo a qualcuno o a te stessə?

Asteya ti insegna a rispettare i tempi degli altri, le idee e i comportamenti con generosità e comprensione.

4. Brahmacharya, moderazione

Spesso viene tradotto con “continenza” o “astinenza”.

Brahmacharya insegna a moderare le proprie energie senza disperderle, imparando a dirigerle verso Brahma; questo concetto ti dice in modo semplice e diretto “Risparmia energia! Non perdere tempo! Usa tutto quello che hai per il Divino!”

5. Aparigraha, non attaccamento

È un inno al “lasciar andare”, anche in questo caso non solo per quanto riguarda l’aspetto materiale (non accumulare denaro, oggetti, proprietà), ma anche tutto ciò che non ti serve più a livello mentale, emotivo e energetico. Fare spazio per accogliere.

Lo so, sono tanti concetti tutti insieme, ma questa è la bellezza dello Yoga, la sua profondità immensa.

Se sei alle prime armi, non scoraggiarti! Ti consiglio di scegliere uno dei principi, magari quello che ti ispira maggiormente e al quale ti senti più affine, e di provare per un mese ad applicarlo nella tua quotidianità, senza giudicarti troppo, procedendo per piccoli passi; in fin dei conti non vorrai certo essere violentə proprio nei tuoi confronti?

In conclusione:

Yama e Niyama costituiscono le fondamenta dello Yoga e le fondamenta della vita di ognuno.

Si parla tanto in questo periodo storico di guerre, di diritti, di luoghi in cui la vita è quasi impossibile da sostenere. Pensa a un mondo basato su questi principi universalmente riconosciuti! Sarebbe una vera rivoluzione.

Allora inizia tu, nella tua vita di tutti i giorni. I cambiamenti importanti iniziano con piccoli passi.

“Almeno una volta al giorno fai qualcosa che illumini la tua vita”

Barbara Ann Brennan

(Nei prossimi articoli ti parlerò di Niyama, per completare i primi due passi dello Yoga)