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Se sei un praticante di Yoga avrai sicuramente sentito parlare degli 8 passi dello Yoga di Patanjali.

Si tratta di una vera e propria “guida” per il/la Sadhaka (praticante), che mostra come lo Yoga non sia una mera pratica fisica, ma un sistema molto più complesso e completo.

Chi era Patanjali?

Patanjali è considerato il “padre” dello Yoga classico, ma riguardo questa figura c’è molta confusione, poiché non abbiamo notizie precise già a partire dalla sua data di nascita che viene perlopiù collocata tra il IV e il VI secolo D. C. Altri ipotizzano che sia vissuto nel II secolo a.C. Altri ancora che Patanjali non sia un unica persona, ma un insieme di Maestri che appunto insieme abbiano scritto uno dei testi più accreditati del mondo dello Yoga, gli “Yoga Sutra”.

Proprio in base a questo, Patanjali resta sicuramente una figura affascinante tra mito, leggenda e storia.

Nel mare delle leggende e dei miti a lui legati, ciò che rimane un punto fermo è sicuramente il suo testo “, Yoga Sutra” composto di 196 aforismi.

In questo testo Patanjali descrive lo Yoga, composto di 8 (ashta) passi o stadi (anga):

  1. Yama, etica esterna
  2. Niyama, etica interna
  3. Asana, posture
  4. Pranayama, tecniche di controllo dell’energia vitale
  5. Pratyahara, ritrazione dei sensi
  6. Dharana, concentrazione
  7. Dhyana, meditazione
  8. Samadhi, estasi

Attraverso il sentiero degli otto passi, il/la praticante (Sadhaka) può raggiungere il “goal”, la meta dello Yoga, rompendo le catene della mente e arrivando alla liberazione.