Lo Sri Yantra e le Dee della Lunazione: il ritmo karmico della Luna

La Luna non illumina soltanto il cielo, illumina anche la memoria profonda dell’essere umano.

Ogni sua fase rappresenta un movimento interiore, un passaggio simbolico tra vuoto e pienezza, desiderio e compimento, oscurità e consapevolezza. Nell’astrologia karmica, la Luna è associata alla mente, alle emozioni, alle memorie inconsce e ai semi karmici che custodiamo dentro di noi.

Per comprendere davvero il significato delle lunazioni occorre entrare nel simbolismo dello Sri Yantra, il più celebre e misterioso degli Yantra.

Lo Sri Yantra: la geometria del cosmo

Il termine Yantra deriva dalle radici sanscrite yam (“contenere”) e tra (“liberare”). Uno Yantra è una struttura geometrica sacra che rappresenta una specifica energia cosmica.

Tra tutti gli Yantra, lo Sri Yantra occupa un posto speciale. È considerato la rappresentazione simbolica della creazione dell’Universo: un intreccio di triangoli, linee e forme concentriche che convergono verso il punto centrale chiamato Bindu, il centro assoluto.

Lo Sri Yantra contiene simbolicamente:

  • tutte le dimensioni della realtà;
  • tutte le energie cosmiche;
  • tutti i Mantra;
  • tutte le Divinità.

Nel suo triangolo più interno dimorano le quindici Dee della lunazione, chiamate Nitya Devi, mentre nel Bindu risiede Maha Tripurasundari, la Dea della Bellezza Suprema.

Le fasi lunari come percorso interiore

Nel corso del mese sinodico la Luna attraversa una continua trasformazione.

Il mese sinodico dura circa 29 giorni e mezzo ed è il tempo necessario affinché Sole, Terra e Luna tornino nel medesimo allineamento.

Le sue due metà principali sono:

  • Shukla Paksha: la fase crescente, dal novilunio alla Luna piena;
  • Krishna Paksha: la fase calante, dalla Luna piena al novilunio.

Ogni fase lunare rappresenta uno stato energetico differente.

Le quindici Dee della lunazione danzano attraverso queste fasi, aumentando o ritirando progressivamente la luce lunare.

Durante la Luna piena, tutte le Dee sono presenti e la Luna riflette pienamente la luce del Sole. Dopo il plenilunio, una Dea alla volta si ritira, fino all’oscurità del novilunio. Da lì il processo ricomincia.

Questo ritmo cosmico riflette anche il nostro mondo interiore:

  • nascita di un desiderio;
  • crescita;
  • espansione;
  • crisi;
  • trasformazione;
  • compimento;
  • dissoluzione.

La Luna e la memoria karmica

Nell’astrologia karmica la Luna rappresenta la memoria emotiva.

È associata agli automatismi inconsci, alle impressioni profonde e al modo in cui reagiamo emotivamente alla vita.

Anche le neuroscienze moderne riconoscono l’esistenza di aree cerebrali legate alla memoria emotiva e alla sopravvivenza istintiva, come l’amigdala.

Nel simbolismo astrologico, la Luna custodisce i cosiddetti “semi karmici”: esperienze, memorie e tendenze che influenzano il nostro modo di percepire il mondo.

Per questo motivo le lunazioni vengono considerate momenti particolarmente importanti per:

  • osservare gli stati interiori;
  • comprendere i propri schemi emotivi;
  • iniziare progetti;
  • lasciare andare ciò che non serve più;
  • coltivare consapevolezza.

Le Tithi: i giorni lunari

Ogni mese lunare viene suddiviso in trenta parti chiamate Tithi.

Ogni Tithi corrisponde a un differente angolo tra Sole e Luna e rappresenta una qualità energetica specifica, così ogni giorno lunare influenza particolari funzioni mentali, emozionali e spirituali.

Le Tithi vengono spesso raggruppate in cinque categorie energetiche:

  • Tithi felici;
  • Tithi buone;
  • Tithi vittoriose;
  • Tithi vuote;
  • Tithi piene.

Alcuni praticanti di Yoga conoscono per esempio Ekadashi, l’undicesima Tithi, tradizionalmente associata al digiuno e alla purificazione.

Le quindici Dee della lunazione

Le Nitya Devi rappresentano quindici aspetti della coscienza femminile divina.

Ogni Dea è collegata:

  • a una fase lunare;
  • a uno Yantra;
  • a un Mantra;
  • a una specifica qualità psicologica ed energetica.

Secondo l’interpretazione dell’astrologia karmica, queste Dee sono simbolicamente associate anche al modo in cui l’essere umano ha percepito il nutrimento emotivo originario.

La Sedicesima Dea: il silenzio tra due respiri

Oltre alle quindici Dee esiste una sedicesima presenza invisibile: Maha Tripurasundari, chiamata anche Sodashi, “la Sedicenne”.

È la Dea che dimora nel Bindu dello Sri Yantra.

Non appartiene a una singola fase lunare perché è presente in tutte.

Può essere paragonata alla pausa tra inspirazione ed espirazione, al silenzio tra due pensieri, allo spazio vuoto da cui tutto emerge.

Questa presenza rappresenta la coscienza pura, il centro immobile attorno al quale ruotano tutti i cicli della vita.

Ritrovare il ritmo della Luna

La vita moderna ci ha progressivamente allontanati dai ritmi naturali.

Eppure il corpo, le emozioni e la mente continuano a rispondere ai cicli.

Osservare le lunazioni non significa soltanto guardare il cielo, ma imparare ad ascoltare i propri movimenti interiori.

Ogni fase lunare può diventare:

  • un momento di introspezione;
  • una pratica di consapevolezza;
  • un invito a lasciare andare;
  • un’occasione per seminare nuove intenzioni.

Le Dee della lunazione ricordano che la trasformazione non avviene in linea retta.

Avviene per cicli.

Come la Luna, anche noi attraversiamo continuamente fasi di crescita, oscurità, pienezza e rinascita.

Ed è proprio in questo movimento ciclico che si rivela il cammino della coscienza.