Troppo spesso si confonde lo Yoga con un insieme di movimenti fisici (Asana) per rimettersi in forma e superare gli acciacchi della vita quotidiana. Certamente iniziando a praticare, anche fisicamente ci si sente meglio, ma lo Yoga è molto più di questo ed è bene capire da subito di cosa si tratta, per rendere giustizia a una scienza millenaria che può davvero cambiare la vita di chi, con sincerità, si approccia alla pratica.
Yoga significa unione, o meglio ancora riunificazione, della coscienza individuale con la Coscienza Cosmica.
Molto spesso, però, questa definizione può rimanere qualcosa di astratto e perlopiù incomprensibile.
Possiamo quindi ampliare il concetto dicendo che lo Yoga è uno stato mentale e contemporaneamente lo scopo di ogni praticante, ovvero l’auto-realizzazione, che avviene riconoscendo che tutto è UNO e che non vi è separazione con l’Universo. Quando realizziamo questa unione con il creato, le catene dell’ego si spezzano e vi è la riunificazione con la Coscienza Cosmica.
Facile a dirsi, ma come fare il primo passo?
Ecco che lo Yoga (inteso come un insieme completo di pratiche fisiche, psichiche e psico-spirituali) fornisce gli strumenti per fare il primo passo del proprio cammino personale.
Il viaggio dall’ignoranza (illusione) all’illuminazione è fatto di tre percorsi:
- Karma Yoga
- Jnana Yoga
- Bhakti Yoga
Karma Yoga:
Karma significa azione, perciò può essere tradotto come “lo Yoga dell’azione”, meglio ancora del servizio disinteressato. Servire il prossimo al meglio delle proprie possibilità senza aspettarsi nulla in cambio e senza interesse è parte integrante del percorso dello yogi.
È davvero complicato, nella società di oggi, in cui il tempo a disposizione è sempre di meno, dedicare e letteralmente regalare del tempo ad altre persone; il percorso del Karma Yoga può essere davvero complicato, ma è fondamentale per l’auto-realizzazione.
Ci sono tante occasioni nella vita quotidiana per fare servizio, non serve fare gesti eclatanti: preparare pranzo e cena per la propria famiglia con dedizione, pulire la lettiera del gattino domestico senza lamentarsi, fare un sorriso a una persona in difficoltà.
Man a mano che ci si “allena” (sì! È un allenamento vero e proprio) al servizio disinteressato, poi si vuole alzare sempre più l’asticella, e sarà davvero facile trovare ciò che fa al caso proprio, anche senza bisogno di allontanarsi troppo dalla propria casa, dal proprio quartiere, dalla propria città.
Jnana Yoga:
È lo Yoga della conoscenza del sé, inteso come un percorso di consapevolezza che porta a rispondere a domande profonde come “Chi sono Io?”, “Qual è la mia vera natura?”.
Attraverso le domande esistenziali e lo studio e la riflessione, si rompono i confini limitati della mente per arrivare alla consapevolezza dello Yoga, inteso come “unificazione” con il Tutto.
Anche questo del Jnana Yoga non è un percorso facile ma, ahimè!, gli ostacoli servono davvero a progredire.
Bhakti Yoga:
È lo Yoga della devozione, dell’abbandono totale al Supremo. È vedere nell’altro e in ogni cosa la purezza del Divino. È abbandonare tutte le resistenze e arrendersi al flusso della vita con la massima devozione.
Non c’è bisogno di dirlo, anche questo non è un percorso semplice. Bisogna allenarsi; anche se sembra un controsenso, bisogna razionalmente richiamare la mente con fermezza al concetto di devozione ogni volta che si compie un’azione. Anche la mente ha bisogno di allenamento, proprio come il corpo fisico; l’importante è iniziare.
Una volta compresi questi tre importanti percorsi, spesso viene spontaneo chiedersi quale dei tre sia il più importante.
I tre tipi di Yoga non sono percorsi da interdersi a se stanti, ma legati fra di loro e con lo stesso valore e rilevanza.
Se si dedica la propria vita solo ad aiutare gli altri (Karma) senza dare ai propri gesti un’impronta di devozione e senza conoscere la meta per la quale si sta facendo servizio, si rischia di perdere di vista se stessi e il vero scopo dello Yoga, ovvero la riunificazione con il Se Cosmico.
Se si pensa solo allo studio del sé (Jnana) ci si isola dal resto del mondo, mettendo su un piedistallo il proprio ego finito.
Se ci si dedica solo ed esclusivamente alla devozione (Bhakti), dimenticando il resto del mondo, si diventa dei “capitalisti spirituali” (dalle parole di Shrii Shrii Anandamurtii).
I tre Yoga coesistono e si intrecciano in un sistema che sostiene e fa progredire l’essere umano nella sua vera natura. Non serve credere, ma semplicemente sperimentare!
